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Realizzazione di un Mural collettivo nel quartiere “San Giorgio” di Acilia

Nel dicembre 2014 è stato realizzato ad Acilia, sotto la direzione dell’artista honduregno Javier Espinal, un mural collettivo dal titolo “Nomadi di differenti colori”, meglio conosciuto nel quartiere come “Mural di Acilia”. L’iniziativa è stata promossa da CIAO Onlus ed il processo che ne ha portato alla realizzazione è stato interamente finanziato con un torneo di calcio organizzato dalla RestoDelMondo. All’ideazione del tema da rappresentare ed alla realizzazione artistica hanno partecipato bambini, giovani, adulti ed anziani: dopo una serie di incontri collettivi con gli abitanti del quartiere, che hanno permesso di elicitare il soggetto artistico, la cittadinanza stessa ha poi partecipato alla colorazione del disegno proiettato sul muro e disegnato dall’artista Espinal a partire da una matrice su carta.

Si è trattato di un’ importante occasione per riscoprire la storia e l’identità del quartiere, attraverso il racconto con le immagini di diversi esodi verso l’Italia: da quello post-bellico dei profughi giuliano-dalmati, molti dei quali si trasferirono proprio a San Giorgio, a quelli dei tanti stranieri che oggi arrivano per motivi economici ed umanitari. Il disegno comincia a delineare a sinistra la forma ben definita di una nave che sbarca esuli per culminare a destra in una folla di persone colorate, potrebbe essere un mercato, un mosaico di persone, un’Acilia multietnica e per questo ancora più ricca di prima.

Infine, avendo osservato la forza di aggregazione sprigionata dal processo artistico, CIAO Onlus ha scelto di sostenere, attraverso iniziative di solidarietà, l’organizzazione del “I Incontro Internazionale di Muralismo Popolare” che ha avuto luogo poco tempo dopo (dal 4 aprile al 21 maggio 2016) in Honduras.

Come si evince da quest’ultima iniziativa e da quella tenuta in favore del Nepal, CIAO Onlus agisce localmente sul quartiere ma sempre con una visione ed un “pensiero globale”, chiave di lettura fondamentale per chi si trova a intervenire su realtà sociali di quartiere in un mondo però globalizzato.