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Figli Maestri

FIGLI MAESTRI
con: Mahmud Uddin, Chiara Peng, Zixi Peng, Moin Uddin
regia: Simone Bucri
fotografia: Massimiliano De Cicco
scritto da: Simone Bucri, Massimiliano De Cicco e Lorenzo Iervolino
montaggio: Kerim Bolimar
musiche: Nicoletta Nardi e Franco Pietropaoli
prodotto da: Paolo Isaja e Maria Pia Melandri
produzione: CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio e C.I.A.O. onlus

Vincitore del Progetto MigrArti 2017
Miglior messaggio G2

Un documentario che getta lo sguardo sul processo di integrazione che spesso porta i figli dei migranti a diventare maestri dei loro genitori. Stili di vita diversi a confronto, che a volte collidono e a volte collimano con quelli dei loro paesi d’origine. La metonimia di un paese attraverso le testimonianze e i racconti dei nuovi italiani.

Vincitore del Bando Migrarti del Mibact e prodotto dalla CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio, in collaborazione con l’Associazione CIAO onlus, Figli Maestri, il documentario di Simone Bucri, è stato proiettato all’interno della rassegna di cortometraggi MigrArti, seconda edizione del bando voluto dal MiBact divenuto evento collaterale della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Le proiezioni saranno entrambe ospitate alla Sala del Palazzo del Casinò. La premiazione avverrà invece venerdì 8 presso la Sala Taverna dell’Hotel Excelsior alle ore 15.30.

Figli Maestri è solo il nuovo tassello della produzione cinematografica della CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio, che dura da quasi quarant’anni e che si è spesso rivolta alla cooperazione stessa, alla sua storia e ai suoi valori.
Oltre a concorrere per il premio del miglior film tra i selezionati nella sezione cinema di MigrArti, Figli Maestri è anche stato inserito nel concorso di Rai Cinema, che vede in palio un contratto di messa in onda sulle reti Rai. Al pari degli altri film selezionati, Figli Maestri sarà visibile (e votabile con un click) sulla piattaforma digitale www.raicinemachannel.it dall’8 al 30 settembre

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Acilia, periferia sud di Roma. Mahmud si sposta per il quartiere a bordo della sua bicicletta, è una giornata di primavera, il sole brilla sull’asfalto di via di Macchia Saponara. Mahmud ha ventuno anni, lavora in un salone di bellezza e ha finalmente deciso di accettare la proposta di suo padre: sposare una ragazza del loro paese, il Bangladesh.
Chiara ha quindici anni, pelle color porcellana e occhi allungati che suggeriscono le sue origini orientali. Si muove nello stesso minuscolo spicchio di mondo di Mahmud, ma non sembra doversi recare da nessuna parte.

Pare abitare l’ambiente circostante come un’aliena appena sbarcata su uno strano pianeta. Attorno a lei, come l’avvicinarsi roco di un temporale, la voce di sua madre Zixi racconta una storia, la loro storia: quella di una donna che ha vissuto il trauma di non essere stata desiderata, e quella di una bambina, a sua volta rifiutata, che le ha poi salvato la vita.
Sia Mahmud che Chiara, così come i loro genitori, vedono incontrare le proprie traiettorie nella scuola di italiano per stranieri Effathà, aperta a studenti di ogni età e provenienza, dove persino i figli possono trasformarsi in maestri. I due ragazzi sono infatti tra i docenti volontari, mentre mamma Zixi, e papà Mafil tra i tanti studenti.

Con il ritmo dell’incedere quotidiano, le due storie non raccontano la parte più esplicita, più visibile e ad oggi sovraesposta del fenomeno della migrazione, ovvero il viaggio, lo sbarco, l’approdo. Ma lo spettatore si trova già spostato in avanti, all’interno di dinamiche famigliari e relazionali consolidate, chiamato a condividere il mutamento o la presa di coscienza di situazioni prevalentemente personali, emotive, a confrontarsi con i protagonisti da pari a pari.

Simone Bucri
Roma, 1979. Filmmaker, ha curato la regia di documentari e video di carattere storico e antropologico. Tra questi Dove non si va andremo (2010) sulle vicende del Collettivo Angelo Mai, Pescatori di Ostia (2012) prodotto dalla CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio. Dal 2013 al 2016 ha lavorato come senior video expert in progetti dell’Unione Europea in Marocco, Libano, Georgia ed Etiopia, su tematiche come inclusione sociale, sviluppo turistico sostenibile e tutela ambientale. È attualmente responsabile dei programmi di raccolta della memoria in video dell’Ecomuseo del Litorale Romano.

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